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Assemblea Generale Ordinaria 2018

Martedì 29 maggio si è svolta l’annuale assemblea con una folta presenza di partecipanti. Molti i temi affrontati.

Il presidente Giorgio Gaffuri nella sua relazione ha toccato temi d’interesse generale quali la situazione del mercato, l’impegno dell’associazione nei confronti della formazione degli apprendisti e con l’erogazione di momenti d’aggiornamento rivolti agli associati; oltre alle azioni a tutela degli associati.

Ecco uno stralcio della relazione del presidente:

“Come vostri delegati, siamo parte attiva nella segnalazione agli enti preposti ai controlli, di aziende o casi sospetti. La nostra associazione, con i limitati mezzi a sua disposizione, s’impegna da sempre alla difesa e sostegno dell’economia locale, purtroppo e bisogna dirlo, con scarso successo. Pertanto vorrei fare un appello, nella speranza che la mia chiamata giunga ai destinatari:

  1. Dapprima mi appello ai nostri associati, alfine di mantenere prezzi sostenibili, che possano permettere alle aziende, oltre che sopravvivere, di investire per il futuro. Questo nell’ottica di promuovere un comportamento leale dei soci tra di loro, nel regime di libera concorrenza, come previsto nei nostri statuti.
  2. A tutti gli organi di controllo preposti. È necessario pensare e mettere in atto nuove forme di controllo aziendale. I metodi tradizionali oggigiorno sono poco efficaci e scalfiscono solo in superficie il vero problema. Verificare la corretta applicazione delle disposizioni contenute nel contratto collettivo di lavoro è uno fra i compiti importanti, ancor di più è concentrare le forze su situazioni palesemente anomale. Ditte che offrono sistematicamente servizi a prezzi decisamente inferiori al resto della concorrenza, non devono insinuare solo un sospetto, bensì la certezza che stanno operando slealmente e scovare l’illecito, deve divenire una missione.
  3. Mi appello ai sindacati unitamente ai lavoratori, chiedendo loro di far fronte comune, con i datori di lavoro, contro un pericolo collettivo, tralasciando per un attimo il perseguimento di ulteriori vantaggi o privilegi, a favore del mantenimento di quanto ottenuto sinora. Soffocando le imprese che lavorano secondo le regole, lasceremo il campo libero unicamente a scaltri datori di lavoro, abituati a raggirare il sistema e a sfruttare lo stato di bisogno dei lavoratori. A quest’ultimi comunque la corresponsabilità di questo declino sociale, prestandosi alle più svariate forme di abusi, oppure assumendo un atteggiamento omertoso che ostacola la ricerca e quindi la punizione dei colpevoli.
  4. Alla politica unitamente alla magistratura chiedo di sostenere e difendere l’artigianato ticinese sano, fornendo agli organi di controllo preposti, gli strumenti necessari per contrastare qualsiasi forma di distorsione del libero mercato, sia esso provocato da un’illegale applicazione delle normative vigenti in materia di contratto collettivo di lavoro o da fenomeni quali il reimpiego nel mercato edilizio di capitali illeciti che di fatto altera i meccanismi della concorrenza.  Chiedo inoltre alla politica e ai funzionari dello Stato di tutelare la professione di piastrellista, riconoscendo il giusto valore dei nostri attestati. È insensato promuovere la formazione da una parte, se poi nelle leggi e negli appalti pubblici il titolo ottenuto non viene sufficientemente considerato.
  5. Agli ambienti economici con le sue associazioni chiedo di promuovere una società liberale priva di eccessiva burocrazia, senza nuove leggi e dettami che ostacolano la crescita delle imprese. Ma se per ottenere una sana concorrenza e contrastare questo fenomeno di degrado delle condizioni di mercato occorre rinunciare in parte alla libertà di taluni settori a favore di altri, chiedo loro di aver comprensione verso quel segmento di economia in difficoltà, che cerca di difendersi con nuove leggi e regole.
  6. Non da ultimo chiedo ai committenti ticinesi, pubblici e privati, di diffidare da prezzi manifestamente bassi, per non divenire così, complici di abusi di ogni sorta. Alle imprese di costruzione e imprese generali, che promuovo lo stesso principio, chiedo coerenza nei confronti dell’artigianato. 

Non ho la presunzione che l’appello di un presidente ad interim, di una piccola associazione come la nostra, possa smuovere l’opinione pubblica, riprendendosi l’etica e i valori persi. Dal mio modesto osservatorio, posso solo prevedere che avanti di questo passo, l’artigianato ticinese fondato sulla sana e leale attività a favore di uno sviluppo collettivo, per sopravvivere si dovrà adattare a modelli di lavoro e modi di fare impresa che non ci appartengono, mettendo così a rischio il nostro stato sociale ed economico attuale.”

Comitato nazionale Associazione Svizzera delle Piastrelle

Carlo Bazzi, attuale membro di comitato della sezione ticinese, è stato presentato quale candidato responsabile finanze nel comitato nazionale dell’Associazione Svizzera delle Piastrelle.

Comitato Associazione Svizzera delle Piastrelle – Sezione Ticino

Stefano Borla subentra a Nicola Rezzonico nel comitato direttivo cantonale, in rappresentanza dei commercianti di piastrelle. Parole di ringraziamento sono state espresse al membro uscente, per il lavoro svolto, in particolare quale responsabile del progetto “Piastrella in Ticino”.

Corsi per capo Piastrellista

Corso Domino in italiano, presto una realtà! Il responsabile di progetto, Marco Brusa ha comunicato l’intenzione da parte del comitato direttivo di organizzare un nuovo corso di capo piastrellista, visto l’interesse riscontrato durante un recente sondaggio.

Premiazione miglior apprendista


Nicolò Brivio, formato dalla ditta New Line Executive Sagl di Pambio-Noranco, è stato premiato quale miglior apprendista piastrellista.